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E' tristemente vero è anche che l'affermazione che la "infezione da HIV porta irrimediabilmente alla morte" è una condanna a morte diretta giacché una persona sottoposta a questo dogma di morte non ha possibilità di guarire o di mantenersi sano.
Sottoposta a stress continuo, qualunque persona sviluppa uno stato di ipercortisolismo, cioè secerne continuamente ormoni di stress, con la conseguenza che la immunità cellulare peggiora a favore della immunità umorale, provocando che i globuli bianchi si ritirano dal flusso sanguigno (Hassig et al.1995).Le conseguenze di questa medicina vudù sono conosciute.
Ed è anche vero che lo sviluppo di "programmi anti-AIDS" nel terzo mondo, pianificati militarmente, è già arrivata a dimensioni di genocidio. Il governo tedesco finanzia con 1.200.000 marchi al giorno aborti, sterilizzazioni e intossicazione di massa con chemioterapia, con l'alibi della "infezione da HIV" (Krafeld K. 1995). I medici che adottano i concetti di "infezione da HIV" e "malattia AIDS" e che mettono i loro pazienti sotto la spada di Damocle della incurabilità assoluta, contravvengono al loro primo dovere: primum non nocere.
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